La Diadora è da tempo in crisi. Da ieri gli operai bloccano l'entrata allo stabilimento di Caerano San Marco per protestare contro la possibilità che il marchio trevigiano sia ceduto alla Lir, società di Polegato, proprietario della Geox. Si preferirebbe che l'azienda passasse ad Atlantis. Polegato sarebbe interessato esclusivamente al marchio, mentre il fondo di prvate equity sdarebbe quello che garantisce maggiormente la stabilità occupazionale di tutti i 250 circa dipendenti locali (500 in tutto).
Dispiace sia una azienda locale, la Geox, quella che fa la parte del cattivo, che vuole licenziare e trarre profitto da un marchio noto ora in difficoltà, mentre una azienda puramente finanziaria, come Atlantis, che non opera nel settore, appare come la via d'uscita per salvaguardare l'azienda nata a Montebelluna.
via Gazzettino
martedì 16 giugno 2009
Vatti a fidare dei compaesani
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Abro
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venerdì 12 giugno 2009
Fignon fetentòn
Avevo tredici anni e il Giro d'Italia passava vicino a casa mia. Quell'anno gli italiani speravano in Flavio Giupponi e un Moser al limite del pensionamento. Bugno era sconosciuto al pubblico ma non a noi, perchè la sua famiglia era originaria del mio paese (altro che Brianza...). In quell'anno vinse per la prima volta una tappa, come Mario Cipollini.
In tv De Zan era ancora in grado di tenere 2 ore di diretta da solo, commentando le immagini da solo due telecamere, spesso con grandi vibrazioni che a fissarle ti facevano venire il mal di mare, e ripetendo per ore nomi che mi sarebbero stati inoculati per sempre nella memoria: van Poppel, Acacio da Silva, Freuler, Bjarne Riis, Erik Breukink, Fignon, Lucio Herrera, e squade come l'Ariostea, l'Alfa Lum, la Chateaux d'Ax.
Alle 11 circa andai con mio padre e mio fratello nella statale per vedere il passaggio. La folla tifava per gli italiani. Forse la vicinanza del piave aveva un ruolo importante nella formazione patriotica della mia gente. Se la prendevano con gli straieri. Ricordo un enorme cartello "Fignòn fetentòn!".
A me un po' dispiaceva per il francese. Correva con gli occhialini (era chiamato il Professore per questo) e portava il codino, che allora era veramente scandaloso. Poi era uno garbato e parlava francese. Se proprio dovevo prendermela con qualcuno me la prendevo con Hampsteen, non mi piacevano gli statunitensi. Troppo facile vincere con uno stato così grande.
Quel giro, però, lo vinse lui. Dopo un mese, in Francia, un altro americano a stelle e strisce lo sconfisse l'ultima giornata per soli 8". Si disse che vonse solo per il manubrio da triatlon e la bici speciale che solo lui usava allora nelle cronometro.
Dopo quel secondo posto Fignon non ebbe più risultati di rilievo.
Non si è fatto vedere molto in questi ultimi anni. Ieri è apparsa una intervista in cui presenta un libro di ricordi: "Eravamo giovani e spensierati" in cui ricorda i bei tempi andati. Ha scioccato il pubblico dichiarando di avere un cancro in fase avanzata all'apparato digerente, probabilmente il pancreas. Non sa quanto potrà ancora vivere. Sarà per questo che ha voluto raccontare i suoi ricordi. Togliersi qualche sassolino dalle scarpe. E pulire un po' la cosceinza. Come quando nel '91 vedeva i primi clamorosi effetti dell'Epo nei suoi avversari. O quando afferma di avere assunto cortisone e anfetamine durante la carriera.
Pure cocaina, dopo l'ultima tappa alla Vuelta dell'87. Il colombiano Luis Herrera lo battè e volle offrirgli la coca.
Da Repubblica
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Pendenze
Ieri Alejandro Valverde ha dominato la tappa del Mont Ventoux al Giro del Delfinato, staccando di quasi due minuti negli ultimi 10 km i favoriti Contador ed Evans e lasciando la vittoria con grande magnanimità al Polacco Szmyd.
Basso ieri ha sofferto per tutta la giornata, dopo giorni di malessere e vomito e alla sera, avendo un po' di febbre, ha deciso di lasciare la corsa per un periodo di riposo.
Entrambi due anni fa sono ricorsi alle cure del celeberrimo dottor Fuentes, l'ematologo dei miracoli. La differenza è che l'italiano è stato giustamente squalificato perchè il CONI italiano ha dichiarato guerra al doping, lo spagnolo no perchè il comitato olimpico del suo paese non vuole scoperchiare troppe pentole per non toccare sport ben più importanti del ciclismo.
In questi due anni, mentre Basso si è allenato da solo lontano dalle competizioni sportive (e i risultati in termini di scarsa abitudine ai cambi di ritmo si vedono ...), Alejandro ha vinto la classifica finale dell'UCI, la Liegi-Bastogne-Liegi, il giro del Delfinato, il campinato nazionale, oltre a varie altre corse "minori" e anche quest'anno si presenta combattivo come sempre.
Dispiace vedere come la stessa colpa si possa pagare in modo radicalmente diverso.
Dispiace, poi, vedere che la maglia gialla l'ha soffiata a Cadel Evans. L'australiano è l'eterno secondo, che di questi tempi, nel ciclismo è quasi un elogio.
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giovedì 11 giugno 2009
Kohl ritratta, McEwen firma
Due informazioni contenute in due post pubblicati in precedenza devono essere aggiornate.
1 - Bernard Kohl smentisce una affermazione riportata dall'Equipe: non ha detto che i primi 10 della classifica generale del Tour erano dopati ma che hanno preso solo tre quando sicuramente altri si avevano iniettato Epo. Aggiungo io che non ha smentito il fatto di aver sostenuto che la classifica doveva essere completamente riscritta.
2 - Robbie McEwen ha deciso di firmare la modifica al contratto proposta dalla sua squadra dopo aver ricevuto dalla stessa informazioni legali, pro e contro, ecc. Il tema è talmente caldo che anche un paio di giorni per avere informazioni in attesa di dire di si viene guardato con sospetto. Fiducia rinnovata a Robbie.
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A quell'ora su Radio 2 c'è un programma interessante
Ieri sera Cruciani con la sua Zanzara mi ha veramente infastidito. Spesso trovavo insopportabile l'ironia che usa per opinioni lontano dalle sue. E' certamente un dovere del conduttore di quel tipo di programma contraddire gli interventi e far notare le incoerenze, ma se si vuole essere credibili nel il provocarbisogna tenere un certo rispetto. Almeno fin che si scopre (talvolta accade) che l'interlocutore non ha nemmeno idea di che cosa stia parlando.
Ieri sera ha punzecchiato il pubblico parlando della Serracchiani. Era sua opinione che fosse diventata famosa solamente per il tam tam di internet e per il video su Youtube, come sefosse una colpa, come se fosse diverso da essere famosi per una intervista sul Corriere. Si chiedeva quali erano i suoi programmi i fatti concreti per cui poteva guadagnare consensi, oltre alle belle parole. Come se un consigliere provinciale avesse le ricette per guidare l'Italia e l'Europa.
Ricordo che le stesse accuse erano rivolte ad Obama nei primi tempi: "Ok, oltre alle bele parole cosa c'è?".
Se proprio si vuole sapere cosa pensa e per cosa lotta Debora ci sono i suoi siti (1,2).
Quando ho sentito che il sottofondo alle sue parole di Ballarò era "Sincerità" di Arisa (con cui ha in comune il taglio di capelli) mi è sembrata una provocazione troppo forte per rovinarmi la serata.
Su Radio 2 davano Dispenser. Era dai tempi di Matteo Bordone che non lo ascoltavo più. Ora sono in due a condurlo e valgono la metà. Però i servizi sono sempre molti interessanti.
Penso che lascerò la radio sintonizzata su Radio2. Tanto anche dopo la Zanzara, c'era Garullo, che fa i 20 minuti più insopportabili della radio, a cominciare dall'incipit in cui tiene sempre a sottolineare che il suo blog lo si trova in prima pagina del sito del sole, e che puoi anche trovarlo cercando il suo nome e cognome con un motore di ricerca (ma va'? che potenza questa tecnologia) e poi continua con Giuliano Ferrara e la sua trasmissione soporifera.
Il cambio di direttore a Radio24 si vede eccome.
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Abro
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